Dipende da te

Dipende da te, sei  tu che decidi … quante volte mi hai ripetuto queste frasi … e io non capivo.

Come faccio  a non star male. Ma non capisci quello che mi è successo … la botta che ho preso?

Lui se n’è andato! Con un’altra … era la persona più importante della mia vita … io mi fidavo di lui!

Giorno e notte penso che dovrò andare avanti senza di lui, dopo tanti anni … e non so come fare …

Mi  sveglio e vado a dormire con questo pensiero e tu mi dici che dipende da me se essere felice o meno, scegliere quali emozioni provare.

Ma io riesco solo a star male; e non lo scelgo, mi succede e basta. Non posso decidere niente io. Sono vittima di queste emozioni, sono loro che mi governano. Vorrei star bene, ma come faccio, non ci riesco. Vorrei ma è impossibile.

E mi dicevi :“ il dolore fa parte della vita, non lo possiamo evitare, ma possiamo  reagire al dolore lottando contro di lui e  facendoci travolgere, soffrendo; oppure possiamo accettarlo, attraversandolo, per poi lasciarlo andare.”

E mi sembrava che tu parlassi un’altra lingua, a me incomprensibile.

Ma sapevo anche che se mi dicevi questa cosa doveva essere per forza vera, e mi sentivo stupida, incapace.

E ogni volta, nei nostri incontri, mi invitavi a fare delle piccole scelte, mi dicevi che era importante farlo.

Io pensavo che tu mi parlassi di grandi scelte, di quelle che cambiano la vita … non potevo farle … stavo male … per colpa sua …

 No, mi dicevi, parlo delle piccole scelte, anche quelle sono importanti. E mi facevi degli esempi, “ allenati: oggi scegli di che colore vuoi vestirti, che cosa vuoi mangiare, cosa vuoi leggere, dove andare a camminare, scegli.”

E così ho fatto, mi sono fidata e affidata, e mi sono detta “ provo, non mi costa niente, tanto peggio di così non posso stare”, e devo dire che per un po’ non è successo niente; almeno così a me sembrava.

Poi, insieme abbiamo cercato le cose che mi piaceva fare; e ho scoperto che mi piace cantare, e che quando lo faccio mi dimentico dei miei problemi.

E che mi piace leggere a voce alta libri per i bambini dislessici, e che quando lo faccio non penso a nient’altro che alla lettura e ai bambini che la riceveranno.

E mi facevi notare che non potevo più dire che stavo sempre male … quando cantavo o leggevo no.

Ho iniziato così a scegliere, me lo dicevo proprio: io scelgo di fare questo.

Non mi sembrava che le cose cambiassero molto per me. La sofferenza era presente nella mia giornata e anche di notte, nei sogni. Mi sentivo come inchiodata al palo … sempre ferma allo stesso posto, perché io volevo fare grandi cambiamenti, grandi scelte; ma se provavo a focalizzarle non mi veniva in mente niente di realizzabile, erano sempre cose difficili, per cui bisognava essere più giovani, più intelligenti, più libere. Mi sentivo piccola di fronte a cose gigantesche da fare, impossibile essere felici. Impossibile cambiare le cose perché le mie mete erano troppo alte!

E tu continuavi a ripetermelo, ma io non capivo. E tu aggiungevi le “paroline magiche” : per ora … cerca ancora … nelle piccole cose … dipende da te …

E mi dicevo che non ero capace, credevo a quello che mi dicevi, ma pensavo di non essere capace a percorrere quella strada.

E allora ero condannata a star male. Abbiamo iniziato a dire che questa parte c’era e sarebbe rimasta sempre con me, anche se avessi cambiato qualcosa, piccola, nella mia giornata, e avessi posto la mia attenzione a qualche piccolo cambiamento.

“ Il dolore c’è, non lo possiamo togliere, ma tu puoi scegliere se opporti a lui, arrabbiarti, provare risentimento, rimanere ancorata lì, oppure accettare che le cose sono andate così, e cambiare strada, scegliere di non soffrire più, scegliere cose nuove, sei tu che scegli i tuoi pensieri, scegline altri, è una bella occasione”.

Mi sono scritta queste parole, e me le sono ripetuta tutti i giorni, tanto non avevo niente da perdere, potevo solo cercare di imparare da quello che la vita mi aveva proposto, peggio di così non mi potevo sentire.

E ho cominciato a dirmi: oggi scelgo di vestirmi con qualcosa di rosso, ed era difficile … bisognava aprire l’armadio, cercare il capo di vestiario, era pulito?

Ma non era più facile rimanere in pigiama? Come mi sento in pigiama? Male, in disordine … allora? Cambio … dipende da me … come mi sento con un bel vestito? Bene! ( e dentro di me si allarga un sorriso) … ma forse oggi di rosso non mi posso vestire perché l’abito non è in ordine …

Sto male per questo? Sì, perché sono disordinata, perché non sono capace a tenere le cose in ordine, perché sono sempre confusa, perché penso sempre a lui che se n’è andato … e quindi sto sempre male e sono un’ incapace … e mi arrabbio …

Ma c’è una vocina che dice “dipende da me”, e allora provo … guardo quello che ho di pronto … che non sia solo nero … posso aggiungere al nero il bianco … mi piace? Sì, certo non è rosso … ma intanto non sto in pigiama e va già meglio, non è perfetto ma è meglio … e poi posso preparare il vestito rosso per un altro giorno.

E ho iniziato a fare così ogni giorno, sono riuscita perfino a sentire di più il mio star male, ma accorgendomene, decidevo di cambiar strada, dicevo: basta, ho sofferto abbastanza, non posso cambiare questa cosa, me la tengo, ma oggi faccio qualcosa per stare un pochino meglio, e sento come va.

All’inizio durava poco, e mi lamentavo per questo, dura troppo poco la quiete, mi dicevo : non ce la farò mai!

Poi ho capito che solo in teoria avrei voluto che la sofferenza sparisse subito, tutta … ma in realtà non ne volevo assolutamente sapere di separarmi da lei, e forse ancora adesso non me ne voglio separare del tutto …

Avrei voluto cambiare il passato, che tutto fosse rimasto come prima, avrei voluto decidere io e non subire e tanto altro … quanti passi indietro …

Ma dentro di me le paroline magiche “ dipende da te” avevano iniziato a metter radici … e ogni giorno dichiaravo a voce alta quello che sceglievo di fare, come sceglievo di sentirmi ( lo dicevo anche se mi sentivo a terra, dicevo le parole anche se mi sentivo malissimo e infelice); facevo dei tentativi … e se non andava bene cambiavo oppure accettavo il fallimento … domani forse  andrà meglio …

E poi ogni tanto c’era un cambiamento, qualcosa andava al posto giusto. Trovavo il posto giusto per un quadro, e mi piaceva, e mi faceva star bene guardarlo, (lo so, sembra incredibile) mettevo in ordine un cassetto, (era faticoso per me, e quindi mi davo della stupida per questo, ma io sono così, impiego tanto a fare le cose, non mi vengono bene alla prima) e alla fine quel cassetto era più in ordine di prima e mi piaceva … poi , certo tornavo a pensare ai miei problemi e a lamentarmi, ma si stavano infilando dentro di me dei piccoli spazi di tregua …

E un giorno, facendo una di queste piccole cose, ho capito e sentito cosa vuol dire   “ dipende da te” , è stato un momento … ma c’è stato …

Io posso decidere che pensieri avere, è faticoso cambiarli, non viene subito, ma si può, si può spostare l’ attenzione, bisogna allenarsi, come dicevi tu, fare pulizia nei propri pensieri come si pulisce il resto del corpo, allenare la mente come si allenano i muscoli. Non è più impossibile … non mi viene sempre, spesso torno indietro, ma si può fare; è difficile certo, ma si può fare.