Ritrovare sé stesse è un percorso difficile ma fondamentale

Ho sempre pensato di conoscermi a fondo, di sapermi analizzare con lucidità, di apprezzarmi totalmente, di piacermi ‘così come sono’Ma non mi sentivo felice… Eppure la mia vita ha avuto un corso ‘normale’ e tranquillo, niente scossoni, circondata da affetto e tutto ciò di cui avevo bisogno. Mi raccontano che ero una bimba serena e assennata, responsabile e giudiziosa. Ricordo un’adolescenza pacifica, senza ansie irragionevoli o sbalzi d’umore immotivati. Sono arrivata ad essere un’adulta soddisfatta del proprio lavoro, circondata da amicizie vere, sempre sostenuta dalla famiglia. Ma non mi sentivo felice.. Avevo fatto scelte sbagliate? O io ero sbagliata?
Proprio al culmine dell’infelicità, ho cominciato un percorso di consapevolezza e mi sono vista con occhi diversi. Da quella vita normale, che pensavo di aver vissuto fino ad allora, emergevanoasperità che non avevo mai osservato, sofferenze che non mi ero mai riconosciutaLentamente, la mia vita piena di sani e ‘giusti’ principi assumeva i contorni di una vita vuota da emozioni e passioneDa bambina avevo frenato la spontaneità, da adolescente avevo soffocato la ribellione, da donna mi stavo negando la sessualitàCominciando a guardarmi dentro ho visto che non stavo vivendo a pieno, non sapevo volermi bene, nella mia vita non c’ero… A fatica ho risvegliato il mio spirito e ho liberato il mio cuore. Ma ancora non ero tutta intera… Mi sono accorta che avevo ‘separato’ me stessa. La mia mente ha sempre dominato, convincendomi che solo su lei potevo fare affidamento. Il mio cuore era ermeticamente al riparo da qualunque temibile ferita o delusione ma anche inevitabilmente impermeabile ad ogni emozione o passione. La mia anima riuscivo a considerarla solo in un ottica religiosa e, seguendo precetti e principi, era sulla retta via. E il mio corpo? Era solo una macchina biologica che portava a spasso il mio cervelloMi sono accorta che avevo sepolto la mia parte istintiva, non ero a contatto con la mia fisicità e non potevo continuare a considerarla solo come un aspetto materiale della mia persona ma aveva un ruolo determinante per tutto il mio essere. Ho capito di aver bisogno non solo di un terapeuta che mi aiutasse a sciogliere i nodi del passato, ma di qualcuno che avrebbe dato spazio anche alla mia corporeità. E cosi è cominciato il mio percorso con la dott.ssa Arcanà, un viaggio dentro di me, non solo introspettivo ma quasi viscerale, verso un territorio sconosciuto, ignorato, trascurato. Tramite la potente tecnica del training autogeno, ho preso contatto con ogni singola parte del mio corpo (dopo la prima seduta ho detto con stupore “Ho due braccia!!”, come se le avessi scoperte davvero solo in quel momento), ho concentrato la mia attenzione sul mio respiro, ho sentito fluire le energie vitali nel mio organismo. Questa maggiore consapevolezza su chi sono mi ha infuso sicurezza e stabilità, non ho più sentito il peso di dover bastare a me stessa ma la serenità di fare affidamento sulla persona che so di essere. Ho scoperto di possedere il potere di cambiare, non solo con l’immaginazione, me stessa e le cose che non mi piacciono nella mia vita. Il cuore del mio viaggio è stato l’entrare in contatto con la parte profonda di me stessa… e scoprire che la mia essenza è concentrata nel mio utero.. Capire che tutto il mio vissuto, la mia ‘me’ bambina, la mia femminilità erano rinchiuse in questo scrigno prezioso e non le lasciavo libere diesprimersi. Ho sentito finalmente il mio essere donna come una ricchezza, la mia landa desolata è diventata un giardino fiorito. Nel mio percorso ho cominciato a conoscermi, sto imparando ad accogliermi così come sonomi sforzerò di comprendermi evoglio assolutamente amarmi senza riserve.