Nel cominciare a scrivere la mia storia mi sono sentita un po’ stupida..

Nel cominciare a scrivere la mia storia mi sono sentita un po’ stupida perché è la prima –vera- volta in cui parlo di me stessa. Ho 31 anni, e provare a dare una descrizione di me stessa diversa da aggettivi lapidari come “stupida”, “sbagliata”, “problematica” o “pazza” fino a questo momento mi è sempre sembrata una cosa assolutamente inutile, anche perché sapevo che avrebbe innescato un fiume di lacrime e una sensazione di profondo dolore.
Il dolore di cui parlo ha origini molto lontane e probabilmente dal rapporto miolto conflittuale con la mia famiglia soprattutto con mia madre .
Mia madre, che mi diceva che mi avrebbe fatta rinchiudere in un collegio, che sarei rimasta da sola e nessuno mi avrebbe più voluta, e soprattutto che ero pazza e malata e avevo bisogno di uno psicologo.Non voglio dilungarmi sulla mia vita…ma voglio dirvi che sono da sempre in conflitto con me stessa e il mio corpo e ho cercato disperatamente di essere amata e accettata, pur senza ammetterlo a me stessa. In quegli anni cominciava il mio strano rapporto con la mia vulva e la mia vagina, che percepivo sempre sporche nonostante la pulizia e che sentivo sempre malate, anche quando non avevo alcun tipo di infezione ,con i ragazzi …..col passare del tempo mi sono annullata totalmente e mi sono fatta plasmare da una persona che mi criticava in continuazione, addossandomi la colpa per qualsiasi cosa e facendomi sentire sempre sbagliata e nuovamente brutta. Io avevo paura di perderlo e facevo tutto quello che lui voleva. Nel 2012 la scoperta di avere l’hpv è stato uno choc ,ossessionata , continuavo a tormentarmi interiormente ma senza la reale percezione di come stessero veramente le cose. Dal punto di vista sessuale, in quei pochi rapporti che avevamo, notavo che il mio piacere non esisteva, all’apice della crisi colgo l’opportunità offerta dalla Giornata Nazionale dell’Omeopatia, percorro 160 km e conosco la persona che mi ha letteralmente cambiato la vita.
La Dottoressa Arcanà, con la sua dolcezza, mi ha messa davanti allo specchio e mi ha fatto vedere una cosa che mi faceva letteralmente schifo e mi sembrava solo un peso: la mia vulva. Lentamente, con tanto sacrificio, tante lacrime e la determinazione di chi dice “voglio liberarmi di tutti i miei pesi” ho lavorato per scavalcare la montagna che avevo davanti a me. Ho preso confidenza con il mio corpo e imparato a non ricercare negli altri il contatto fisico chiedendolo prima di tutto a me stessa. Ho imparato a mandarmi amore e a non sentirmi sempre in colpa per qualsiasi cosa. Mi sono chiesta scusa per tutto quello che è stato e mi sono mandata fiducia per tutto quello che sarà perché so di essere una persona unica che nessuno si può permettere di influenzare negativamente con le sue cattiverie. Ho imparato ad abbracciarmi per mandarmi amore, arrivare a darmi i baci sulle braccia senza sentirmi pazza e sentire una sensazione di tranquillità e di libertà mai provati prima. Ho ricostruito il rapporto con i miei genitori e sono ricresciuta insieme a loro, andando anche in gita insieme, come quando ero piccola. Oggi mia madre cucina per me e io la gratifico con i miei complimenti. Abbracciare mia madre è stata una delle cose più belle in assoluto! Adesso non mi sento più pazza, mi sento libera, mi sento io! Guardo la mia vulva allo specchio e, anche se la vedo ancora un po’ in disordine, non mi sembra poi così brutta. Non so ancora cosa farò da grande e se il lavoro che faccio – in cui sono sempre sotto osservazione e il mio impegno non è mai abbastanza – è quello che farò per tutta la vita, ma ho smesso di farmi troppe domande

Concludo dicendo che per 31 anni ho provato delle fitte profonde al cuore ogniqualvolta ho pensato alla parola amore. Per 31 anni mi sono considerata strana. Oggi, fortunatamente, posso dire che ho imparato tanto dalla mia storia e sono una donna in rinascita.